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Catalogo » Perchè Usare un Solare

Attivatori indoor nel centro
Le creme abbronzanti per solarium contengono due tipi di ingredienti di base, studiati per attivare o favorire il processo abbronzante e prendersi cura della pelle.

L'attivazione della melanina è un'espressione generica che include la presenza di sostanze nutrienti note per essere fondamentali per le cellule che producono melanina. Più melanina producono, migliore sarà l'eventuale abbronzatura alcuni giorni o una settimana dopo. Si è sempre pensato che se questi melanociti fossero carenti anche di una sola sostanza nutriente vitale, l'intero processo di produzione della melanina finirebbe per arrestarsi, fino a quando tali sostanze nutrienti non diventassero nuovamente disponibili. I melanociti vengono stimolati per produrre melanina dopo essere stati esposti ai raggi UVB (e in misura più ridotta ai raggi UVA), quindi questo è il momento migliore per fare in modo che queste cellule dispongano di tutte le sostanze nutrienti di cui necessitano. Questi nutrienti, o fattori di attivazione della melanina, devono essere in grado di penetrare in profondità nella pelle laddove sono necessari, ovvero nello strato basale dell'epidermide, dove vivono le cellule della melanina, poiché esse non vivono negli strati superiori dell'epidermide. Sono situate lungo lo strato basale, quindi le sostanze nutrienti devono essere in grado di attraversare l'epidermide per raggiungerle.

Un attivatore solare di qualità...
  • ...CONFERISCE UN'ABBRONZATURA PIÙ RAPIDA, INTENSA E PIÙ DORATA GRAZIE AI NUMEROSI PRINCIPI ATTIVI ACCELERATORI DELL'ABBRONZATURA.
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Solari per l'abbronzatura Outdoor
L'applicazione di una protezione solare adeguata e il rispetto di alcune semplici regole saranno sufficienti a evitare che la nostra pelle resti danneggiata da scottature o fastidiosi eritemi

Se pensiamo all'estate o alle vacanze, la prima associazione di idee che probabilmente ci viene in mente è il sole, la più grande stella dell'universo, senza la quale non sarebbe possibile la vita, che però può anche rappresentare un pericolo per la nostra pelle, se non teniamo in considerazione alcuni fattori. Ogni anno affiorano svariati messaggi allarmistici: preoccupazioni per il buco dell'ozono, per il costante aumento di tumori cutanei e per altre prospettive più o meno catastrofiche suggerite da fantasie e paure dell'immaginario collettivo. Fortunatamente, gli esperti ci rassicurano: il sole non è malato come qualcuno vuol far credere. La parola d'ordine è una sola: prudenza. L'applicazione di una protezione solare adeguata e il rispetto di alcune semplici regole saranno sufficienti a evitare che la nostra pelle resti danneggiata da scottature o fastidiosi eritemi, ma soprattutto evitare che accumuli una serie di alterazioni che potrebbero manifestarsi anche a distanza di anni o perfino decenni. Il fattore di protezione l'elemento fondamentale che deve orientare nella scelta di un solare è il suo fattore di protezione, vale a dire la sua capacità di proteggere la nostra pelle dai raggi del sole. Il fattore SPF è espresso da un numero ben in evidenza sulla confezione solare ed indica quante volte è possibile moltiplicare il tempo di permanenza al sole, prima che la pelle si scotti. Facciamo un esempio pratico: un prodotto che ha un fattore di protezione 2 permette di stare al sole un tempo 2 volte più lungo di quello normalmente previsto per non scottarsi (tempo di eritema), esponendosi senza protezione nelle stesse condizioni. Un'indicazione di massima può essere quella di calcolare un'esposizione di 5 minuti per il primo giorno per il fototipo 1, aumentando di 5 minuti per ogni fototipo (10 minuti per il 2, 15 per il 3 e così di seguito) e prolungando il tempo di esposizione ogni giorno di 5 minuti. Così, ad esempio, se la nostra pelle ha un fototipo 3, il primo giorno potremo rimanere al sole senza protezione per soli 15 minuti. Utilizzando un protettivo solare con fattore 6 potremo allungare questo periodo ad 1 ora e mezza. Trascorso questo tempo, a nulla servirà spalmarsi nuovamente il solare, pensando di poter prolungare l'esposizione: per quel giorno si ha già “usufruito” del quantitativo di sole concesso e se si desidera esporsi per più tempo, si dovrà optare in partenza per un prodotto con un fattore di protezione più elevato. Ciò non significa, tuttavia, che debba essere disatteso il consiglio di rinnovare spesso l'applicazione del protettivo. Questo suggerimento è valido in quanto la sudorazione, lo sfregamento con i teli da bagno, i bagni, le docce frequenti o semplicemente una disomogenea applicazione del prodotto ne riducono l'efficacia protettiva. Il punto più importante da sottolineare è che non esiste alcuna crema che abbia un fattore di protezione totale; le numerosissime creme solari in commercio generalmente arrestano soprattutto i raggi UVB, ma sono molto meno efficaci per i raggi UVA. Infine, la protezione stessa può essere inficiata anche da cattivo uso che si fa di questi cosmetici.
Quando si legge “protezione totale” non si deve dare per scontato che si riferisca a tutte le radiazioni ultraviolette.
È necessario leggere attentamente l'etichetta o telefonare all'azienda produttrice (quando queste informazioni non sono specificate nel prodotto stesso), chiedendo se il fattore di protezione si riferisce anche ai raggi UVA. Si tratta di una discriminante importante tra i vari prodotti proprio per gli effetti che i vari tipi di raggi UV hanno sulla pelle.

In Europa, generalmente, il numero di riferimento dell'SPF riportato sulle confezioni dei prodotti, viene suddiviso in cinque gruppi:
Da 2 a 6: protezione bassa
Da 8 a 12: protezione media o moderata
Da 15 a 25: protezione alta
Da 30 a 50: protezione altissima
Oltre 50: protezione ultra alta (schermo totale)
Continua


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